Arrivo a pranzo e mangio. Gli spaghetti mi entrano in bocca che non m'accorgo nemmeno. Il sugo che sugo è? buono? dice lei.
Non so, risponde il mento.
Gli occhi li ho incollati al televisore, per il telegiornale, oppure la telecronaca, o è la televendita. Tele vuol dire lontano, mi pare.
La sera invece è diverso, non devo tornare in negozio. Ho il tempo di parlare con mia moglie e conversare mentre succhiamo gli spaghetti. E poi il mercoledì e la domenica faccio l'amore. Solitamente il mercoledì lei sta sopra, perchè io sono stanco, quando la domenica sono io a dirigere la cosa.
Dico io, come si fa a non programmare le cose. C'è della gente dappertutto che non fa altro che vivere alla giornata. Dimmi te.
L'uomo è il centro famiglia, come il duomo è il centro della città. Dev'essere l'uomo che illumina la famiglia, di luce sicura, mica incerta o tremolante, balbuziente. Oggi per esempio ho comprato le rose a mia moglie. E' uno di quei fulmini a ciel sereno, dico. Questo sì dev'essere sporadico. Sporadico viene da spora, credo. E come sono le spore. Sono come le cose che devono venire ogni tanto. Anche noi dobbiamo venire ogni tanto. Il mercoledì e la domenica.
Capita però, un'altra cosa sporadica. Un giovedì.
Questo giovedì ero stanco, della giornata, delle poche ore che ho dormito la notte. Perchè abbiamo fatto l'amore mercoledì, come tutti i mercoledì. Ma lei, mia moglie, non era sazia, forse non è venuta, anche se lei dice di venire sempre il mercoledì. La domenica non è sicura, è incerta, sporadica.
Comunque giovedì è successo che: stavamo mangiando e io avevo gli occhi fissi sulla partita in tv. Non guardavo mia moglie. All'uno a zero ho sentito la zip dei pantaloni, che scivolava e si aprivano. Guardo mia moglie negli occhi, non c'è. Allora mi viene duro, perchè so che mia moglie è là sotto. Eravamo ancora all'uno a zero quando ho sborrato. Lei è riemersa e ha ripreso a mangiare. Spaghetti. Noi mangiamo quasi soltanto spaghetti, siamo proprio italiani. Nonostante che siamo un po', come dire, sporadici.